Dall’area riformista dei piddini crescono i malumori nei confronti della segretaria Elly Schlein, a cui hanno rivolto una lettera aperta gli ex parlamentari Stefano Ceccanti, Enrico Morando e Giorgio Tonini. Questi ultimi denunciano un probabile «rischio di un regresso» del Partito Democratico «verso un antagonismo identitario», specificando che non sia loro intenzione arrendersi ad un «silenzio rassegnato».
Secondo loro Schlein non si starebbe impegnando nel modo giusto sulle riforme istituzionali: «Sembra tentata dal rifugiarsi sull’Aventino con il fallace argomento che non si tratterebbe di questione prioritaria nell’agenda del Paese. Tocca a noi riformisti un’aperta contestazione di una scelta che finirebbe per trasferire gratuitamente alla destra un patrimonio di riformismo istituzionale». A rispondere è stato Andrea Orlando: «Comincio ad essere un po’ infastidito da questo utilizzo del termine riformisti. Le riforme non solo le vogliamo tutti ma, forse, le abbiamo anche fatte, anche se non ci autodefinivamo riformisti. E alcuni che si definiscono riformisti di riforme ne hanno fatte pochine».
Le tensioni sono sulle nomine e in questi giorni si parla in particolar modo di un rapporto fatto di contrasti tra Schlein e il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, padre di Pietro. Per ben quattro volte è stata aggiornata l’assemblea dei parlamentari dem che avrebbe dovuto eleggere gli uffici di presidenza. Il dado è tratto: Piero De Luca non sarà confermato vice capogruppo del gruppo a Montecitorio.Uno smacco che costerà probabilmente la perdita di diversi consensi, tenendo presente che una fetta del PD è fatta proprio dai seguaci del presidente campano.
Qualche addio non è mancato. Il senatore Enrico Borghi ha deciso di lasciare il PD per migrare a Italia Viva. «Sono da evitare come la peste sia le scissioni», è la posizione di Ceccanti, Morando e Tonini, «sia le sollecitazioni ad accomodarsi fuori rivolte da maggioranze inconsapevoli ed arroganti a chi non condivide la linea e le scelte del leader pro tempore».
