Si arriva alle battute finali per l’ingresso di Lufthansa in Ita. L’accordo tra le due compagnie sarebbe vicinissimo e, dopo la conferma degli snodi principali avvenuta due settimane, sarebbero stati messi a punto anche quasi tutti gli ultimi piccoli dettagli tecnici, che sempre accompagnano un’intesa di questo genere. E c’è chi ipotizza che potrebbe mancare pochissimo all’annuncio. Il clima politico è decisamente positivo: del valore dell’intesa ha parlato anche la premier Giorgia Meloni incontrando il cancelliere tedesco Olaf Scholz a Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio ha portato Ita ad esempio di “testimonianza di quanto gli interessi nazionali” di Italia e Germania “possano essere convergenti anche sul piano strategico”. Il dossier era stato illustrato ai colleghi dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in un’informativa durante l’ultimo Cdm; dunque, manca solo l’ultimo tassello, l’ufficialità, anche se la vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager ha detto che “non ci sono ancora stati contatti” sulla notifica, atto che comunque spetta alle aziende.
Poi Bruxelles procederà con la sua “analisi”. Ma come è ovvio servono le firme finali prima di notificare l’operazione a Bruxelles. Molte le voci che circolano in questi giorni e che vedono comunque Ita ancora al 100% del Mef nel prossimo cda. Lufthansa potrà infatti nominare i propri membri nel board di Ita solo dopo il closing dell’operazione. Ma non è escluso che possa esserci comunque un meccanismo di transizione morbida, visto il clima positivo attorno all’operazione. L’acquisto della quota avverrà attraverso un aumento di capitale. Dal canto suo il Mef si è impegnato a un aumento di capitale di 250 milioni di euro, versando la terza e ultima tranche del finanziamento complessivo da 1,35 miliardi di euro autorizzato dall’Ue. L’acquisizione di tutte le ulteriori quote da parte di Lufthansa dipenderà poi dalla performance di Ita, e su questo proprio Spohr si era detto “fiducioso: possiamo trasformare Ita in una compagnia redditizia entro il 2025”; il piano prevede “uno sviluppo di Roma Fiumicino e poi consolidare Linate”.
