Giuseppe Conte, sotto le volte del Duomo di Milano, avrebbe potuto sedere tra gli ex presidenti del Consiglio, lasciando che i capigruppo del M5S prendessero posto vicino a Elly Schlein, Carlo Calenda e agli altri esponenti di Pd e Terzo Polo. E invece il presidente pentastellato, ai funerali di Silvio Berlusconi, ha scelto di non esserci, né lui, né una delegazione del M5S. La decisione è arrivata dopo un ampio confronto con la comunità politica M5S, che non ha mancato di esprimere malcontento. A suscitare la polemica interna, il post scritto da Conte poco dopo la scomparsa del leader di Fi, secondo molti “troppo morbido”. Alcuni hanno contestato il fatto che Conte “non abbia messo in luce Berlusconi come avversario, arrivando a dipingerlo addirittura come uno statista”. Malcontento o meno, Conte era il grande assente al Duomo. Scelta presa, fanno sapere fonti a lui vicine, “per rispettare la sensibilità e la storia del Movimento”, ma anche quella di Berlusconi come “rivale politico”, “togliendo qualsiasi velo ipocrita”.
Eppure, della galassia pentastellata, qualcuno si è visto. A rompere le righe Stefano Buffagni, milanese doc, nonché viceministro allo Sviluppo economico del Conte 2: “Sono cresciuto nell’antiberlusconismo, ma la morte di un avversario merita sempre rispetto e misericordia umana”, ha scritto sui suoi social qualche ora prima delle esequie. Conte, invece, i funerali non li ha seguiti nemmeno in tv. I suoi raccontano una giornata trascorsa tra una riunione e l’altra; serrato lavoro, dunque, tutto rivolto all’appuntamento di sabato, quando il Movimento sfilerà tra le strade di Roma contro il decreto Lavoro. Del resto, l’intenzione di non congelare l’attività politica pentastellata era ben manifesta in un Palazzo Montecitorio semideserto dove la deputata Stefania Ascari ha organizzato una conferenza stampa sulla riforma del sistema degli affidi di minori, proprio mentre nella cattedrale di Milano era in corso l’omelia dedicata all’ex premier.
