Uniti almeno sul salario minimo: le opposizioni ci provano e in una riunione alla Camera cercano un’intesa su uno dei pochi temi che vede uniti Pd, M5S, Avs e Azione. Partire dai temi, d’altro canto, è la via indicata più volte negli ultimi mesi da Elly Schlein e da Giuseppe Conte per concretizzare il dialogo fra le forze alternative al Governo. In Parlamento, alla Camera, ci sono da tempo varie proposte di legge in discussione in Commissione Lavoro; ora sono in corso le audizioni e a luglio c’è la possibilità che si entri nel vivo dell’esame; questa riunione punta a vedere se sia possibile convergere su un unico testo: “Il salario minimo è un punto che sta a cuore a tutti quanti” ha spiegato la responsabile Lavoro della segreteria del Pd Maria Cecilia Guerra, “Piuttosto che andare avanti con sei disegni diversi stiamo lavorando tecnicamente a una proposta unica”.
“Il clima è stato costruttivo: ci unisce, difatti, l’intenzione di dare al Paese una misura che riteniamo fondamentale. Stiamo lavorando su alcuni aspetti tecnici con l’intento di chiudere il testo stesso entro qualche giorno”, è l’auspicio di Nunzia Catalfo del M5S. Nella riunione delle opposizioni ci si è confrontati ma si è notata un’assenza, quella di Italia Viva che, interpellata, fa sapere di non essere stata invitata; se questo potrà essere fonte di ulteriori nervosismi si vedrà, il deputato di Avs Franco Mari assicura però che ora l’impegno è a “fare presto”. Evidente però che si tratti di una partita interna al centrosinistra, capace di segnare un punto a favore di un campo allargato alternativo alla maggioranza e che però difficilmente vedrà la luce perché per andare in porto avrebbe bisogno del sostengo della maggioranza: a partire dalla premier Giorgia Meloni, gli esponenti dei partiti delle forze di Governo hanno espresso molte perplessità.
