Non è ancora stata fissata una data, ma fonti del governo spiegano che oggi il confronto con le Regioni dovrebbe portare a nuove decisioni sul ritorno nelle classi delle scuole superiori, probabile per il 7 gennaio, almeno per quanto riguarda le zone gialle. Peraltro va ricordato che già in queste settimane potrebbero tornare alla didattica in presenza molti bambini che frequentano la seconda e la terza media nelle zone rosse: con il possibile passaggio alla fascia arancione per loro terminerebbe la didattica a distanza.
Conte non sembra aver rinunciato all’idea delle scuole aperte agli alunni già prima delle vacanze di Natale, magari il 14 dicembre. Un gesto che sarebbe soprattutto simbolico, ma che sembra essere escluso dalle Regioni, contrarie a un rientro in classe prima di gennaio. Il problema principale resta legato al nodo dei trasporti e all’affollamento su bus e metropolitane. L’ipotesi sembra quindi esclusa e il rientro dovrebbe avvenire a gennaio. Peraltro va ricordato come la Commissione europea abbia consigliato agli Stati membri di non far rientrare subito gli studenti in classe dopo le feste, chiedendo un prolungamento delle vacanze o un periodo cuscinetto di didattica a distanza.
Sempre la bozza del dpcm invita poi le prefetture a istituire un tavolo di coordinamento per definire gli orari di inizio e termine delle attività didattiche in base alla situazione del trasporto pubblico locale, per evitare un sovraffollamento sui mezzi differenziando quanto più possibile gli orari di ingresso a scuola.
