Antonio Tajani si prepara a prendere il timone di Forza Italia, il congresso si riunirà la prossima primavera, prima delle elezioni europee del giugno 2024. L’accelerazione smentisce l’iniziale obiettivo di attendere il responso elettorale del prossimo anno e sembra dare una linea precisa alla strategia del ministro degli Esteri. La famiglia del Cav continua ad essere in campo, come dimostrato anche dalla nota informale che smentisce qualsiasi “sfratto” per Marta Fascina da Arcore.
Tajani, liquida come “balle su balle” le voci che i figli del fondatore di FI abbiano chiuso i canali con il partito delegando tutto a lui: “la famiglia è tutt’altro che disinteressata, segue, si informa”, chiarisce. E precisa pure di parlare “ogni giorno” con Marina e Pier Silvio Berlusconi, oltre al “dialogo costante” con Gianni Letta e Fedele Confalonieri. I debiti che pesano sul partito sono stati finora garantiti da Arcore. L’attuale coordinatore non usa mezzi termini nell’indicare la strada dell’accelerazione dei tempi: “Sabato al Consiglio nazionale chi la pensa diversamente lo dica apertamente e si candidi al posto mio.
Io non ho nulla da temere”. Tajani sa bene di avere dalla sua buona parte del partito. La sua strategia sembra racchiusa nella parola “co-responsabilizzazione”, cioè, remando tutti insieme sulla stessa barca senza troppi mal di pancia e senza schiacciarsi troppo sulle posizioni di FdI o dei sovranisti alleati della Lega in Europa. FI può vantare di essere ancora l’ala moderata del centrodestra, anche in Europa. Non a caso al Consiglio di sabato ci sarà il leader del Ppe Manfred Weber e non Giorgia Meloni o Matteo Salvini, come rimarca Tajani.
