Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale la dottoressa Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione e il dottor Luigi Salvato, Procuratore Generale della Corte di Cassazione”. Con questa stringata nota il Quirinale rende pubblico un incontro che poteva restare riservato. È invece il segno di quanto l’allarme stia crescendo intorno ai rapporti tra magistratura e governo: una chiamata certamente non rituale quella fatta dal Capo dello Stato che tutta da interpretare visto l’assoluto riserbo del Colle sui contenuti di una riunione ai più alti livelli.
Sergio Mattarella è infatti anche il presidente del Csm mentre la Corte suprema di Cassazione è il vertice della giurisdizione ordinaria. La sola convocazione rappresenta di per sé un segnale dell’attenzione del Quirinale agli ultimi sviluppi giudiziari che toccano la politica, dal caso Delmastro a quello che sta interessando la ministra del turismo Daniela Santanchè, fino al più clamoroso che ha investito la seconda carica dello Stato, cioè il presidente del Senato Ignazio La Russa. Le questioni sono tante ma certamente la nota ufficiosa diffusa la scorsa settimana da fonti di Chigi, poi riconosciuta nei contenuti dalla premier Giorgia Meloni, è stata spulciata nelle virgole sia dal Quirinale che dalla magistratura.
In un procedimento in cui gli atti d’indagine sono secretati è fuori legge che si apprenda di essere indagati dai giornali, curiosamente nel giorno in cui si è chiamati a riferire in Parlamento, dopo aver chiesto informazioni all’autorità giudiziaria. Quando questo interessa due esponenti del governo in carica è lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione. E abbia deciso così di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee”. All’accusa, mai smentita dal Governo, l’Associazione Nazionale Magistrati ha replicato con durezza: “Dalle fonti di palazzo Chigi è arrivata un’accusa pesantissima che colpisce al cuore la magistratura collocandola in un ruolo politico di opposizione e che viene tradotta da gran parte delle toghe come un’accusa implicita di golpismo.
Tutto ciò avviene mentre il presidente ha sul tavolo il disegno di legge di riforma della Giustizia che dovrà essere trasmesso alle Camere; l’esame è in corso e verrà autorizzato.
