Giorgia Meloni assicura di non voler “alcun conflitto” con la magistratura anche se mette la faccia sulla nota di Palazzo Chigi, e, per la prima volta, parla del caso La Russa, prendendo le distanze dal presidente del Senato. Dopo giorni di silenzio, la presidente del Consiglio è tornata a parlare al termine del vertice Nato: al di là delle questioni geopolitiche, molte delle domande si sono incentrate sul tema della giustizia e sui tre casi che nelle ultime settimane hanno creato imbarazzo al Governo, quello della ministra del Turismo Daniela Santanchè, quello del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e infine quello del figlio di Ignazio La Russa, accusato di stupro, tutti deflagrati proprio mentre il Governo ha varato la prima parte della riforma della Giustizia.
La Meloni a Vilnius garantisce che “non c’è nessun conflitto con la magistratura”, ma assicura anche che “abbiamo un programma chiaro” che prevede la separazione delle carriere. Per Meloni sbaglia chi mette “insieme quel che è nel programma del Governo e i casi specifici” e quindi “consiglio prudenza”.
Sui tre casi specifici, la premier difende a spada tratta Delmastro, per il quale il Gip ha chiesto al Pm l’imputazione coatta; per lei è una “questione politica”: “Il giudice non dovrebbe sostituirsi al Pm formulando l’imputazione quando il Pm non intende esercitare l’azione penale”. Difesa, anche per la Santanchè: la sua “è una questione extrapolitica” che “non riguarda il suo ruolo di Ministro che sta svolgendo molto bene.
La questione è complessa, comunque, assicura, “un avviso di garanzia non determina in automatico le dimissioni di un Ministro”. Invece per la prima volta la presidente del Consiglio parla del caso di Leonardo Apache La Russa e dalla reazione del padre che, tra le altre cose, aveva sollevato “molti interrogativi” su “una denuncia presentata dopo quaranta giorni” con un racconto che lascia “molti dubbi”: “Comprendo molto bene da madre la sofferenza del presidente del Senato”, dice Meloni, ma “non sarei intervenuta nel merito della vicenda. Io tendo a solidarizzare per natura con una ragazza che ritiene di denunciare e non mi pongo il problema dei tempi”. Poi naturalmente “bisogna andare nel merito di cosa accaduto” ma “mi auguro che la politica possa starne fuori”.
