Elly Schlein convoca la terza segreteria nazionale itinerante a Forlì, nel cuore dei territori colpiti dall’alluvione. Ricordato Giacomo Matteotti e omaggiato Altiero Spinelli, è il momento per i Dem di incalzare il Governo sulla ricostruzione in Emilia-Romagna: “Servono risorse immediate altrimenti i Comuni rischiano il default”, dice la segretaria dem.
All’incontro, ci sono più di 200 amministratori locali che chiedono a Schlein di farsi carico del malessere sociale che monta: “La destra non vuole la ricostruzione, ma la Regione si”, esclama qualcuno, “C’è il rischio che la rabbia si riversi sulle istituzioni” dice il presidente Stefano Bonaccini. E Schlein risponde all’appello: “I sindaci non sono disponibili a fare da parafulmine”. Poi lancia la sfida all’esecutivo: “Servono ristori pari al 100%, come aveva promesso qui la premier”.
Non può mancare la proposta delle opposizioni sul salario minimo. Schlein carica i suoi per una battaglia senza esclusioni di colpi, “dentro e fuori il Parlamento”. Il primo vero banco di prova sarà alla Camera, dove la maggioranza ha presentato un emendamento soppressivo e le forze di opposizione, da Conte a Calenda, non intendono mollare la presa, nonostante il netto svantaggio numerico.
Sarà domani il giorno decisivo, con i big, che si preparano allo scontro frontale con la maggioranza. Intanto, all’interno del Pd, non mancano i nodi da sciogliere, in primis, quello della gestazione per altri: in serata i parlamentari dem provano a definire con la segretaria una condotta comune sul voto in Aula. Il braccio destro di Vincenzo De Luca non molla la presa sulla sua candidatura alle prossime regionali in Campania.
