Sul salario minimo è scontro frontale tra maggioranza e opposizioni. In Commissione Lavoro l’opposizione organizza interventi a pioggia con l’obiettivo di ritardare il più possibile il voto dell’emendamento soppressivo presentato dalla maggioranza, ostruzionismo che vuole tenere alta la tensione su una pdl che unisce tutti, dal Pd al M5S, da Azione a Avs, passando per +Europa.
Ma la maggioranza tira dritto. La chiusura arriva anche dal Governo: secondo il vicepremier Antonio Tajani “In Italia non serve il salario minimo. Serve un salario ricco, perché non siamo nell’Unione Sovietica in cui tutti avevano lo stesso stipendio”. La frase del leader di FI.
Per la deputata Dem Cecilia Guerra, l’emendamento soppressivo “è un messaggio di difesa, hanno paura che questa proposta possa raccogliere consenso nel Paese”.
Il presidente della Commissione Walter Rizzetto, di FdI, non si scompone di fronte all’ostruzionismo: considera “legittima” la volontà delle opposizioni di prolungare la discussione. La segretaria Dem Elly Schlein, dopo aver invitato da Bruxelles la premier Giorgia Meloni “a non voltare le spalle ai lavoratori”, arriva a Montecitorio e prepara il suo intervento in Commissione per ribadire che “sotto i 9 euro l’ora” si parla di “sfruttamento” e che l’unica via è quella che vede la maggioranza “ritirare l’emendamento soppressivo ed entrare nel merito”.
