Il congresso a Roma a fine febbraio, in tempo per le Europee e come momento di legittimazione dal basso, e una squadra collaudata a governare il partito. Il nuovo corso di Forza Italia è senza scossoni: Antonio Tajani conferma il gruppo dirigente del partito e aggiunge alcune caselle di peso, affidandole a persone di sua stretta fiducia. In attesa della fine di questa fase di reggenza. La segreteria, riunita nella sede del partito, approva all’unanimità le proposte del segretario. Oltre ai sei attuali, che sono stati confermati, vengono istituiti tre nuovi settori: quello del Portavoce, ruolo affidato al vicecapogruppo alla Camera Raffaele Nevi, mentre Gregorio Fontana, ex responsabile dell’organizzazione, curerà l’identità del partito, l’archivio e la banca dati documentale. Viene inoltre previsto un nuovo settore di peso, quello della macchina elettorale, con il compito di coordinare le campagne elettorali a livello europeo, nazionale e locale, affidato ad Alessandro Battilocchio. Nuovo responsabile organizzazione, al posto del dimissionario Fontana, è Francesco Battistoni, parlamentare ritenuto il braccio destro di Tajani.
In più il responsabile del tesseramento sarà promosso al rango di settore con una modifica dello statuto, e resterà in capo al sottosegretario Tullio Ferrante, vicino alla compagna di Berlusconi Marta Fascina. Il Congresso, ha detto Tajani al termine della segreteria, “sarà occasione per discutere dei grandi temi nazionali. Forza Italia sarà architrave della politica italiana”, intanto “abbiamo provveduto alla ratifica di alcune nomine, per rendere più efficace il nostro lavoro”. E a chi gli chiede se ci saranno altri candidati, il segretario replica secco: “Abbiamo convocato ora il Congresso, per chi lo vuole fare, ci sono i tempi e i modi per candidarsi”. “Il partito rimane unito e in campo più che mai” ha assicurato Flavio Cattaneo, confermato responsabile ai Dipartimenti. Dalla riunione della segreteria esce anche l’ufficializzazione della candidatura di Adriano Galliani per le suppletive al Senato per il seggio di Monza, dove era stato eletto Berlusconi.
