Il problema migratorio trattiene l’Italia in un vortice da cui non riesce più ad uscire. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in occasione del suo intervento a Bruxelles ad un convegno dedicato alla lotta contro i trafficanti di esseri umani organizzato dalla Commissione Europea, ha affermato che l’Italia “continuerà a giocare un ruolo da protagonista, come avamposto dell’Europa, per far tornare il Mediterraneo un luogo sicuro, in cui non ci sia più spazio per trafficanti senza scrupoli. Non intendiamo retrocedere dal compito che la storia e la geografia ci hanno assegnato: a questo scopo faremo valere alla nostra esperienza e quel capitale immateriale di cultura e civiltà giuridica che il nostro Paese può vantare”.
Il ministro promette “serrati controlli sul territorio e sul mare. Ma siamo pienamente consapevoli che una sfida di tale portata debba essere affrontata a livello europeo”. Anche il fenomeno della pirateria marittima preoccupa. “Nel Mediterraneo è in atto pericoloso salto di qualità criminale da parte dei trafficanti. “Abbiamo osservato un nuovo modus operandi da parte di alcuni scafisti. Che, dopo aver trainato i barchini dei migranti fin nei limiti delle acque italiane, hanno depredato le imbarcazioni, sottraendo i motori, i cellulari e altri oggetti di valore”. Siamo di fronte al gravissimo reato di pirateria marittima. “La risposta del nostro Paese è stata risoluta ed immediata, grazie al dislocamento di assetti navali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. È una strategia che ha prodotto i primi successi operativi: più di 100 pescherecci avvistati, oltre 25 controllati, più di 60 motori sequestrati e ben 21 scafisti arrestati”.
