La proroga del mercato tutelato non sarà possibile. Il tema è che la graduale liberalizzazione del mercato dell’energia è un obiettivo che l’Italia stessa ha messo nero su bianco nel Pnrr, non solo, è incluso nella terza rata, per la quale Bruxelles ha già erogato, lo scorso ottobre, i 18,5 miliardi previsti.
Per l’Ue il mercato libero dell’energia, non è così dannoso: “La graduale eliminazione dei prezzi regolamentati dell’energia elettrica, che mira ad aumentare la concorrenza sul mercato, ha spiegato una portavoce della Commissione, secondo la quale inoltre “i prezzi dell’elettricità sul mercato libero sono significativamente più bassi rispetto al mercato regolamentato, a vantaggio dei consumatori e delle imprese”, una posizione che era chiara a Palazzo Chigi: “Il governo si farà comunque carico della tutela dei soggetti vulnerabili”, ha spiegato il senatore di Fdi Andrea De Priamo.
In via generale, tuttavia, per le categorie cosiddette non vulnerabili si va verso il mercato libero. “La nostra idea, dati alla mano, è che la liberalizzazione farà diminuire i prezzi. Poi bisogna rispettare gli impegni presi con l’Europa, con il Pnrr”, ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani poco prima che si pronunciasse Palazzo Berlaymont. “Lavori in corso, lavori in corso. È un momento di difficoltà economica per tante famiglie”, ha invece spiegato Matteo Salvini puntando il dito sugli esecutivi precedenti a quello Meloni: sull’energia elettrica è stata “una scelta, ahimè, fatta da governi di sinistra precedenti cui stiamo cercando di porre rimedio”. E anche nell’opposizione l’intervento di Bruxelles è arrivato come una doccia fredda: “Nel caso delle bollette la responsabilità è del M5S”, ha attaccato Carlo Calenda.
