L’incontro “chiarificatore” di venerdì scorso tra il titolare della Difesa e il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia era stato il primo passo. Il mio non è stato un attacco alla Magistratura, le mie sono state riflessioni e preoccupazioni riguardo ad alcune tendenze che vedo emergere non in modo carbonaro ma in modo molto evidente” ha ribadito Crosetto per poi chiarire la sua linea di confine: “Penso sia legittimo che noi ci chiediamo e definiamo, con questo Parlamento e non con il Governo, le regole entro le quali si confrontano, interagiscono, lavorano i poteri dello Stato.
La rappresentanza appartiene alla politica, non appartiene alla Magistratura e neppure all’esecutivo: per la Costituzione appartiene al Parlamento”.
Crosetto è consapevole che lo scontro non conviene a nessuno, dopo aver parlato nell’intervista di correnti della Magistratura, è arrivato il momento, dice in Aula, di “costruire un tavolo di pace nel quale si definiscono le regole per la convivenza nei prossimi anni”.
Perché “non è possibile che ci sia uno scontro dal ’94 a oggi”. Parole apprezzate da Santalucia: “Mi sembra che dalle iniziali espressioni si sia avuto un forte ridimensionamento.
Il Ministro ha definitivamente chiarito che fa riferimento a frasi espresse in un congresso in pubblico, in un dibattito congressuale alla luce del sole. Rispetto a quella posizione iniziale l’allarme deve considerarsi rientrato”.
