In questi giorni non si fa altro che discutere su cosa si potrà o non si potrà fare durante le vacanze di Natale. Fra il 9 e l’11 dicembre l’Italia capirà molto di se stessa e del proprio destino.
Entro mercoledì prossimo, infatti, Giuseppe Conte riferirà in Parlamento rispetto alle determinazioni con cui il Paese si presenterà il giorno successivo al Consiglio Europeo: comunicazioni e poi voto sulle mozioni. Il Movimento 5 Stelle, di fatto la forza politica di riferimento del premier, si presenta a quell’appuntamento diviso: una nutrita fronda interna ha già detto che o si traccerà un tratto di penna sul via libera alla riforma del Mes (riforma, non attivazione) oppure è pronta alle barricate in Aula.
Il rischio per l’esecutivo è di andare platealmente sotto e presentarsi come un’anatra zoppa all’appuntamento di Bruxelles, dove in discussione ci sono i mitologici 209 miliardi del Recovery Fund. I quali, quantomeno nella forma manzonianamente alluvionale a cui la retorica governativa ci ha abituato dallo scorso giugno, in realtà non arriveranno mai.
