Dopo un’ora e mezza di riunione, è il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo ad annunciare la fumata bianca sulle modifiche della maggioranza alla riforma sul premierato.
Sciolto il nodo su come modificare la norma antiribaltone: FdI, così come FI, vorrebbe inasprirla prevedendo la staffetta tra premier eletto e secondo premier solo in casi eccezionali, mentre la Lega è schierata a difesa del testo come uscito dal Cdm.
La nuova riunione di oggi sarà in formato ristretto, per ultimare le bozze da sottoporre alla premier Giorgia Meloni e i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il disegno di legge costituzionale attualmente prevede che in caso di dimissioni o sfiducia l’incarico possa essere affidato a un secondo premier, nominato dal presidente della Repubblica tra i parlamentari della maggioranza, per portare avanti il programma politico del premier eletto.
FdI, con la bozza di emendamenti messa a punto dal presidente della commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni, relatore del provvedimento, ha proposto una staffetta solo in casi eccezionali e il ritorno alle urne se viene meno la fiducia del Parlamento.
Questa soluzione, più vicina al principio simul stabunt simul cadent preferito dalla premier Giorgia Meloni.
Intanto, FdI insisterà per inserire il limite dei due mandati per i premier eletti. Al momento, resta confermato il termine per gli emendamenti, da presentare entro mezzogiorno di lunedì 5 febbraio in Commissione Affari Costituzionali. Qui il cammino si incrocerà nelle prossime settimane con il decreto elezioni che disciplina gli election day del 2024 e soprattutto prevede lo stop al limite dei due mandati per i sindaci dei piccoli Comuni.
