Dopo giorni di tensione e continui botta e risposta con Giuseppe Conte, la segretaria del Pd Elly Schlein ha deciso di parlare chiaro: “La gente ci chiede di costruire un’alternativa a questo Governo di destra.
Se qualcuno pensa di attaccare o insultare il Pd anziché il Governo sta sbagliando strada”. La leader intende bloccare al più presto il fuoco amico che arriva dal potenziale alleato, intanto perché “dare l’idea che non ci sia un’alternativa significa fare un grandissimo favore a Giorgia Meloni”, ma non solo, Schlein vuole anche spegnere sul nascere i malumori interni, poco inclini a sopportare le entrate a gamba tesa dell’ex premier.
Perché, se è vero che “per litigare bisogna essere in due” e la segretaria Pd rivendica di non aver mai attaccato in modo polemico le altre opposizioni, è vero anche che un possibile braccio di ferro continuo da qui alle europee “non verrebbe capito dagli elettori”.
La leader del Nazareno torna poi sulla Rai e la battaglia lanciata a difesa del pluralismo e della libertà di stampa. Dice sì alla proposta arrivata da Avs per un lavoro comune alla riforma del servizio pubblico e poi attacca ancora Conte, che ha detto no a un percorso condiviso in materia: “Evidentemente non sentono come noi il problema e l’urgenza di intervenire rispetto all’uso propagandistico che questo Governo sta facendo della pubblica informazione”.
Dal M5S non sembrano intenzionati ad alimentare polemiche: fonti interne premettono che la battuta di Conte sui “capelli drizzati” e sul bellicismo era la risposta a una provocazione arrivata da Roberto Speranza sull’indecisione del leader M5S rispetto a Trump o Biden; le stesse fonti leggono poi le parole di Schlein come parte di un normale confronto politico.
