La nuova bufera giudiziaria che piomba su Bari spacca Pd e M5S, e manda a monte le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra che avrebbero dovuto tenersi domenica.
L’inchiesta sui voti comprati, condotta dalla Procura di Bari, porta a 10 misure cautelari e 72 indagati, tra cui l’assessora ai Trasporti della Regione Puglia Anita Maurodinoia, suo marito Alessandro Cataldo, il sindaco di Triggiano Antonio Donatelli e l’ex assessore di Grumo Appula Nicola Lella.
Il nuovo caso di presunto malaffare in Puglia e nella provincia di Bari non può non provocare reazioni: “La vicenda di Triggiano, se le accuse saranno confermate, è gravissima. Voglio chiarire innanzitutto una cosa, la linea del Pd è molto chiara: non accettiamo voti sporchi. Non tolleriamo voti comprati”, assicura la segretaria Elly Schlein, ribadendo che “ci siamo presi l’impegno a cambiare il Pd e su questa linea e sulla legalità non indietreggeremo di un millimetro”.
Giuseppe Conte, che parla da Bari dove si trova per sostenere, insieme a Nichi Vendola, la corsa alle primarie del candidato M5S Michele Laforgia, opposto a quello del Pd Vito Leccese. “Per il Movimento 5 Stelle non ci sono le condizioni per svolgere seriamente le primarie. Riteniamo che le ragioni che ci hanno spinto ad appoggiare il candidato La Forgia rimangano immutate, anzi si rafforzano”.
La replica dell’ex premier, durante il comizio serale, rende ancor più evidenti le sue intenzioni: “Le primarie non mi sembrano più all’ordine del giorno. Laforgia è in campo. Riteniamo di dover rafforzare la sua candidatura e invitiamo tutte le forze politiche e civiche a convergere su Laforgia in modo unitario, senza dividerci”. Ma trova ancora chiusa la porta dei dem: “Le primarie erano e restano il dna del Pd e dei progressisti italiani. Chi le diserta sbaglia: “Il Pd e tutte le liste credono nella trasformazione e nella rivoluzione che Bari ha avuto in questi anni con Decaro e continuerà a portare avanti con Vito Leccese,”, sentenzia il capogruppo al Senato Francesco Boccia.
