L’Unione Europea è il luogo dove esprimere e realizzare l’interesse nazionale, dove l’Italia
deve sedere accanto agli altri grandi paesi che – da sempre – si pongono sulla frontiera più
avanzata dell’integrazione.
Insieme ai nostri alleati nel Gruppo S&D al Parlamento Europeo vogliamo, infatti, lavorare ad
alcune proposte e iniziative che sono contenute nelle pagine seguenti e di cui qui anticipiamo
le principali:
• adottare un Patto sul Progresso Sociale, per ribadire il nostro modello di welfare:
salario minimo, rafforzamento della contrattazione collettiva, nuovi diritti per i nuovi
lavori, regolamentazione dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali;
• potenziare SURE e costruire altri strumenti sullo stesso modello per accompagnare
e proteggere lavoratrici, lavoratori e imprese nelle transizioni digitale ed ecologica
affinché sia giusta e non lasci indietro nessuno;
• abolire gli stage gratuiti in tutta Europa;
• rendere permanente e rafforzare Next Generation EU, estendendolo a tutti i
settori strategici e facendolo diventare una vera leva di politica industriale europea;
• un Industrial Act e una revisione del regime degli aiuti di stato per sostenere
l’impresa europea nelle grandi transizioni dei prossimi anni;
• creare un’Europa della Salute, mettendo in comune strutture di ricerca e
produzione di vaccini e farmaci sul modello di quanto fatto durante la pandemia;
• istituire un Fondo europeo sull’efficientamento energetico del patrimonio
edilizio;
• difendere la Politica di Coesione, uno degli strumenti di maggior successo
della storia dell’Unione e che deve essere rinnovata e potenziata per ridurre le
diseguaglianze territoriali tra nord e sud, tra aree urbane e interne;
• promuovere una nuova governance economica che superi definitivamente
l’austerity con regole di bilancio che guardino prima di tutto agli investimenti
comuni e alla tutela dei posti di lavoro;
• armonizzare i livelli di tassazione, secondo parametri di equità e di trasparenza,
per eliminare i “paradisi fiscali” all’interno dell’UE;
• anticipare i tempi di azzeramento delle emissioni nette per realizzare una economia
europea carbon free strategicamente autonoma;
• una prospettiva credibile per accogliere Balcani occidentali, Ucraina, Moldavia e
Georgia, paesi e regioni che guardano a noi come rifugio di libertà e democrazia;
• promuovere una Conferenza internazionale di Pace sul Medio Oriente;
• istituire i Corpi civili di pace europei;
• superare il diritto di veto, rafforzare il bilancio europeo e il Parlamento Europeo,
introdurre nuovi strumenti di partecipazione democratica.
