Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sta facendo di tutto per buttare fango addosso alla maggioranza in occasione delle imminenti elezioni Europee, che nello specifico si terranno l’8 e il 9 giugno, addossando qualsiasi disastro al governo in carica. Una menzogna bella e buona, in particolare, quella detta sul Superbonus. «Vorrei chiarirlo: io non ho mai sostenuto che il Superbonus potesse essere una misura da mantenere nel tempo, duratura: è stata una misura per l’emergenza pandemica», ha dichiarato il 23 maggio ai microfoni di Factanza. Una dichiarazione da smentire se si legge il programma del Movimento 5 stelle per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, che proponeva di rendere strutturale, e di conseguenza permanente, il Superbonus.
All’inizio il decreto “Rilancio” prevedeva che il Superbonus 110 per cento fosse in vigore solo fino alla fine del 2021. Con la legge di Bilancio per il 2021, approvata alla fine di dicembre 2020, è arrivata però una prima proroga, che ha esteso il bonus al 30 giugno 2022 per alcuni interventi e al 31 dicembre 2022 per altri. Con l’insediamento del governo di Mario Draghi a febbraio 2021, su iniziativa del partito di Conte il nuovo governo stanziò altre risorse per finanziare il Superbonus nel 2023. E poi, per le politiche del 25 settembre 2022, il Movimento 5 Stelle propose di rendere «strutturali» il Superbonus e gli altri bonus edilizi.
