È tensione e scontro tra il presidente francese Emanuel Macron e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla questione aborto.
Forse anche per questo, il saluto tra i due era apparso “imbarazzato” agli osservatori.
La premier gli ha teso la mano e i due si sono avvicinati per uno scatto.
Secondo le fonti italiane, infatti, è vero che nella dichiarazione non c’è la parola aborto però gli impegni di Hiroshima “vengono tutti riconfermati”, dunque “non si fa nessun passo indietro”.
Evidentemente, per Roma, da qualcuno è stato “montato un caso” con “un po’ di strumentalizzazione elettorale o post-elettorale”.
Terminati i lavori e prima della cena con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Macron ha sferrato il suo attacco a viso aperto: “La Francia ha integrato nella sua Costituzione il diritto delle donne all’aborto, la libertà di disporre del proprio corpo.
Parole che, appena battute dalle agenzie, fanno suonare l’allarme a Palazzo Chigi. Questa volta è Giorgia Meloni che replica in prima persona: “La polemica sulla presenza o meno della parola aborto nelle conclusioni è totalmente pretestuosa.
Le conclusioni di Borgo Egnazia richiamano quelle di Hiroshima, nelle quali abbiamo già approvato lo scorso anno la necessità di garantire che l’aborto sia sicuro e legale”.
Le conclusioni, infatti, se non introducono nuovi argomenti, per non essere inutilmente ripetitive, richiamano semplicemente quanto già dichiarato nei precedenti vertici
Il saluto all’arrivo al Castello Svevo di Brindisi, ieri sera, fa capire che le prossime ore saranno all’insegna della tensione: Macron, dopo aver salutato con cordialità Mattarella e la figlia Laura, si è girato verso Meloni cui ha fatto un baciamano ricambiato da un freddo sorriso. Tra i due anche qualche parola.
