E’ passata una lunga notte di dibattito ma alla fine questa mattina è giunta notizia che la Camera ha dato il via libera al ddl sull’autonomia differenziata, già approvato dal Senato, con 172 voti favorevoli, 99 contrari e un astenuto.
L’obiettivo del disegno di legge presentato dal ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli, che ora diventa legge, è quello di concedere maggiori poteri e autonomia alle Regioni a statuto ordinario che ne faranno richiesta. La proposta prevede di trasferire competenze dallo Stato centrale alle Regioni in ambiti chiave come il commercio estero, l’energia, i trasporti, l’istruzione, l’ambiente e la cultura. Non sono mancate le lamentele delle opposizioni, che vedono i principi di unità e uguaglianza messi in discussione da questa legge, e alcune grida come “Vergogna!”, vista anche la mancata approvazione degli emendamenti presentati.
Un aspetto cruciale sarà rappresentato dai livelli essenziali di prestazioni (LEP) che dovranno essere garantiti in modo uniforme a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza. La definizione di questi standard minimi di servizi da assicurare in tutto il territorio nazionale sarà fondamentale, poiché molto dipenderà dal livello a cui verranno fissati.
