La neoeletta al Parlamento europeo Ilaria Salis continua a dividere l’opinione pubblica, specie dopo le sue ultime dichiarazioni in merito agli occupanti abusivi di case: “Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno, se non al degrado, al racket e ai palazzinari”: così ha risposto su Instagram alle polemiche per la sua adesione ai movimenti per la casa e alle richieste di Aler, l’ente che gestisce gli alloggi popolari di Regione Lombardia, di 90mila euro come arretrati perché trovata in una abitazione occupata nel 2008.
La Salis sottolinea che “a Milano le case popolari sfitte sono più di 12mila”, e che “un quinto delle case popolari non è assegnato”. Di qui la sua giustificazione bizzarra: “Essere occupante vuol dire abitate questo spazio precario e faticosamente trasformarlo in un luogo che si possa chiamare casa cercando di sistemarlo coi pochi mezzi a disposizione che si hanno”, è “uno stigma sociale”. E “in questo contesto di strutturale emergenza abitativa i movimenti di lotta per la casa agiscono per aiutare il prossimo” e sono “un baluardo di resistenza contro la barbarie della nostra società”. Salis è convinta che “incolpare gli occupanti per il dissesto dell’edilizia popolare pubblica sottolinea o la malafede di chi ben conosce il vuoto pneumatico delle politiche dell’abitare, l’incompetenza degli enti gestori e la speculazione del mattone o l’ignoranza abissale di chi non ha mai messo i piedi fuori dalla circonvallazione”.
La lotta per le case di Ilaria Salis, che vuole strappare l’etichetta del “furbetto” all’occupante abusivo, è uno schiaffo agli italiani perbene. Sulla pagine di Fratelli d’Italia, in risposta alle parole discutibili dell’eurodeputata, si legge: “Per quanto tempo ancora gli italiani dovranno subire provocazioni di questo tipo? Ilaria Salis, l’Europarlamentare di sinistra, si prende ancora gioco delle leggi italiane. Ci schiereremo sempre contro le prepotenze e le prevaricazioni. Giù le mani dalle case dei cittadini”.
