“Anche l’Agenzia Frontex certifica il significativo calo degli sbarchi dall’Africa e l’efficacia dei patti con Tunisia e Libia voluti dal Governo Meloni: costretta a fare i conti con la realtà, la sinistra esce, ancora una volta, perdente”. Questo il post carico di soddisfazione pubblicato sulla pagina social di Fratelli d’Italia.
Secondo i dati diffusi da Frontex, l’Agenzia dell’Unione europea per la guardia di frontiera e costiera la variazione può “essere attribuita principalmente alle misure preventive delle autorità di Tunisia e Libia per interrompere le attività dei trafficanti”. Gli arrivi da quei due paesi “rappresentano il 95% di tutti i migranti segnalati sulla rotta”.
Nel complesso, nei primi sette mesi del 2024, il numero di arrivi irregolari alle frontiere Ue è sceso del 36%, a quota 113.400. I principali paesi di provenienza sono Siria, Mali e Afghanistan. Il Mediterraneo centrale, nonostante il calo, resta “la rotta più attiva”. Segue il Mediterraneo orientale (la rotta che interessa la Grecia) dove, è in controtendenza, è stato osservato un aumento degli arrivi del 57%, a quasi 29.700. Anche il numero di rilevamenti lungo la rotta dei Balcani occidentali ha continuato a diminuire in modo significativo tra gennaio e luglio, scendendo fino al 75%, attestandosi a poco più di 12.400.
