L’idea del campo largo cavalcata da Matteo Renzi non piace a tutti i membri del partito. A dichiararlo al Foglio è uno degli esponenti di Italia Viva, Luigi Marattin, che già altre volte si è detto contrario alle strategie del leader. Adesso il terreno interno sembra vacillare pericolosamente: circa 300 dirigenti territoriali di Iv e 100 ragazzi delle scuole di formazione hanno firmato documenti di piena contrarietà all’intenzione di Renzi di traghettare Italia Viva nel campo largo. Ed eventualmente sostenere il dem Andrea Orlando alle regionali in Liguria, uscendo pertanto a Genova dalla giunta.
Marattin non usa mezzi termini per esprimere il suo dissenso verso le mosse dell’ex premier: “Posso dire che il metodo scelto da Renzi è assolutamente sbagliato. Non si può decidere di stare col centrosinistra a prescindere. E senza nemmeno discuterne prima nel partito. Dovremmo sostenere i candidati che più si avvicinano alla sensibilità liberal-democratica, valutando caso per caso”. Orlando, ancora non ufficialmente candidato in Liguria, per Marattin non merita l’appoggio del partito. “E’ una persona perbene e intelligente, lo stimo. Però la pensa diversamente da me praticamente su tutto: dalla giustizia al lavoro passando per il fisco”. “L’idea che per battere un avversario, ieri Berlusconi, poi Salvini e ora Meloni, occorra costruire coalizioni che hanno al loro interno posizioni opposte su tutto è un’idea che non mi appartiene più. Non si fa politica per non far vincere qualcuno, ma in nome di un’idea di paese sulla quale chiedere il consenso e costruire una proposta di cambiamento”.
