In un dibattito a porte chiuse tenutosi a Cernobbio sono emerse tutte le divisioni tra Schlein, Conte e Calenda davanti alla platea del mondo produttivo italiano, che propone agli stessi un’alleanza di governo alternativa a quella attuale. Sul fronte della guerra in Ucraina, secondo Calenda “la difesa si fa sul territorio ucraino e anche colpendo in modo delimitato obiettivi militari da cui partono gli attacchi”. Conte ritiene che le conseguenze sull’economia del conflitto rischiano di far perdere competitività agli imprenditori e ha messo in dubbio la possibilità di una vittoria militare dell’Ucraina. Dunque, per lui, bisogna “che le due parti si accordino per la pace, bisogna imporre una soluzione negoziale per fermare questo drammatico conflitto”. Schlein, invece, non avrebbe parlato del tema delle armi e del loro utilizzo anche in territorio russo, ma confermato il sostegno all’Ucraina a prescindere. La segretaria del Pd non ha dato spazio all’ipotesi del campo largo, stando alle dichiarazioni fatte a militanti e dirigenti del suo partito: “Serve una visione di respiro, più che un accordo tra forze politiche e una alleanza con società”.
Intanto continuano i dissidi tra Conte e Grillo: “non resto in una comunità dove uno prevale su tutti gli altri”; Renzi alle prese con Conte e viceversa (Conte ha detto a Renzi “affarista” e Renzi ha detto a Conte che “diffonde fake news” e ha agitato lo spettro di azioni legali); Bonelli alle prese Calenda perché è favorevole al nucleare.
“Quando diciamo che, a partire dalla politica estera per passare a quella energetica, il campo largo è un campo minato, non lo facciamo per partito preso o per spirito polemico, ma nell’interesse dell’Italia”, ha commentato il capogruppo alla Camera di FdI, Tommaso Foti. “Mentre nell’incontro di ieri con il presidente Zelensky, Giorgia Meloni ha pronunciato parole inequivocabili che suggellano la convinta adesione del governo italiano alla causa di una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto del diritto internazionale e della sovranità territoriale, le divisioni all’interno delle opposizioni sono, ancora una volta, la spia di tutte le loro fragilità e incompatibilità”.
“Nonostante il tentativo di proporsi come un’alternativa al governo Meloni – ha proseguito il presidente dei deputati di FdI – l’incapacità delle opposizioni di esprimere una posizione unitaria su una questione di cruciale importanza internazionale, quale il sostegno all’Ucraina, ne conferma la debolezza. Non bastasse, è stato sufficiente che al Forum Ambrosetti Calenda si pronunciasse anche a favore del nucleare per essere sollecitato da Bonelli, azionista minoritario del campo largo, ad andare con la destra, poiché quella del nucleare sarebbe per il verde-rosso di Avs una tecnologia pericolosa, obsoleta e costosissima. È l’evidenza – ha concluso Foti- che ci dice che con il campo largo al governo l’Italia finirebbe in un vicolo cieco e dell’irrilevanza, a differenza di quanto accade sia in ambito nazionale che in quello europeo con il centrodestra al governo”.
