Molto dibattute le elezioni americane che hanno portato alla vittoria di Joe Biden contro Donald Trump. I passaggi di consegna sono ormai avvenuti, ma il presidente uscente ha tentato di battersi fino all’ultimo per portare alla luce i brogli nei voti. Tesi avvalorata dai primi arresti che si stanno verificando per i postini che gettavano schede elettorali nella spazzatura.
Un giornalista italiano che vive in Florida, Roberto Mazzoni, ha raccontato che tutto nasce dalle indagini di un avvocato che sta raccogliendo prove su frodi postali collegate alle frodi elettorali. A quanto pare ci sarebbero autisti che portavano schede già votate. L’avvocato ha scoperto anche manomissioni nelle macchine per voto, ovvero quelle che raccolgono i voti.
In Georgia ci sarebbero 204 mila voti fraudolenti. In Arizona ci sono 300 mila schede fraudolente. In Michigan ci sono oltre 500 mila schede fraudolente. Pennysilvania oltre 100 mila schede fraudolente. E ricordiamo che si tratta di Paesi in cui Biden ha vinto per poche migliaia di voti. Anche in Wisconsin sembrano essere state modificate le date postali delle schede.
Negli USA i ricorsi presentati dai Repubblicani, nelle varie corti supteme statali, vengono a volte rigettate ‘per dissenso’. Nella giurisprudenza americana questo vuol dire che non vanno avanti poiché esiste già una corte suprema di uno stato che se ne sta occupando e che avrà valore anche negli altri stati. In questo caso particolare è la corte del Texas a cui si farà riferimento e che avrà valore anche in Georgia, Pensilvanya, Michigan e tutti gli altri stati dove sono stati presentati i ricorsi.
