“Su di me già c’erano state notizie di ‘spiate’ nel caso Striano e non mi sono sentito particolarmente turbato. In conferenza dei capigruppo avevo già fatto notare la cosa. ‘Come mai, avevo chiesto, mi pressate in continuazione per convocare la premier per riferire su qualunque cosa, e di questi temi non sembra vi importi nulla’”? Così Ignazio La Russa commenta in un’intervista a Paola Di Caro del Corriere della Sera, la questione dei dossieraggi. Il presidente del Senato trova eccessivo l’accanimento nei confronti, soprattutto, di Giorgia Meloni. “Si va a cercare di tutto nella sua vita, nella sua famiglia, nei suoi amici, per tentare di metterla in difficoltà”. “Io non sono complottista. Credo per esempio che a volte – sottolinea il presidente del Senato – se ci sono vicende che espongono una persona c’è chi ne approfitta. Ad esempio, una storia come quella dell’amico Sangiuliano, a cui rinnovo la mia piena solidarietà, si presta purtroppo a brutte strumentalizzazioni, ad attacchi ingiustificati”. Poi aggiunge: “Io non ho problemi a mostrare i miei conti correnti, non ho segreti. Ma l’idea che ci sia una schiera di politici controllata, passata al setaccio, per magari sperare di utilizzare qualcosa contro di loro fa impressione. Soprattutto perché il 95%, guarda caso, sono di centrodestra”. Il presidente del Senato rileva anche la gravità del silenzio della sinistra. “Per fatti gravi come questi non vedo nelle fila delle opposizioni grande scandalo o almeno adeguata preoccupazione. Insomma – replica il presidente del Senato – a pensar male si fa peccato, cito Andreotti, ma spesso ci si indovina”. Secondo La Russa “bisognerebbe perlomeno utilizzare per tutte le banche quei sistemi di alert speciali che permettono di accorgersi subito quando c’e’ una violazione, un’intrusione nei conti altrui e poi in generale usare la tecnologia in ogni ambito. E’ un livello minimo di sicurezza che tutti dovremmo pretendere”.
