“Il vero obiettivo del provvedimento non è la gestione dei soccorsi in mare ma limitare e ostacolare la presenza delle navi umanitarie e arrivare a un piano di definitivo abbandono del Mediterraneo e di criminalizzazione del soccorso in mare”. Così alcune organizzazioni impegnate in attività di ricerca e soccorso commentano l’approvazione in Senato del decreto flussi. Tra i firmatari della nota vi sono Mediterranea Saving Humans, Medici Senza Frontiere, Open Arms, Resq, Sea Watch, Sos Humanity, Sos Mediterranee.
“Ancora sanzioni – proseguono – sia con fermi amministrativi sia con multe fino a 10mila euro, fino alla possibilità di confisca, sempre in modo discriminatorio, contro gli aerei delle Ong impegnati in missioni di monitoraggio che hanno contribuito in modo cruciale al soccorso di imbarcazioni e hanno documentato omissioni nel soccorso, ritardi ingiustificati negli interventi e la facilitazione dei respingimenti forzati a seguito di intercettazioni violente”.
Ma la risposta del governo non si fa attendere. “È lo Stato a decidere chi entra in Italia non gli scafisti. Poniamo fine al business dell’accoglienza indiscriminata. Certe ONG protestano perché pensavano di poter continuare continuare i loro affari sulla pelle di povera gente: adesso non sarà più possibile. E ne siamo fieri.” E’ quanto si legge in un post sulla pagina X di Fratelli d’Italia.
