Il dl Immigrazione è passato alla Camera con 279 favorevoli e 232 contrari. Lo scopo del decreto è intervenire sui cosiddetti decreti Salvini, i dl Sicurezza e Sicurezza bis, su cui il leader della Lega quando era al Governo come ministro dell’Interno si è fortemente battuto.
Le modifiche introdotte dal nuovo testo sono svariate: multe milionarie alle Ong vengono abbassate sensibilmente o eliminate del tutto se le operazioni di soccorso vengono comunicate tempestivamente. Ripristinata la protezione internazionale, eliminata dai decreti Sicurezza lo scorso anno e vengono anche ridotte le tempistiche per ottenere la cittadinanza italiana: erano 2 anni, diventati 4 con i decreti Salvini, con il dl Immigrazione ne servono 3. Inserito anche il cosiddetto daspo urbano, in seguito alle vicende di cronaca, come la storia di Willy Monteiro Duarte. Si tratta di un divieto di accesso a locali e pubblici esercizi a chi si è distinto per vicende violente.
Matteo Mauri, viceministro dell’Interno, ha parlato del voto sul dl Immigrazione come “passo importantissimo per tornare a gestire il fenomeno migratorio con razionalità e nel rispetto del diritto internazionale. È stato fatto in questi mesi un percorso molto positivo, in cui le forze di maggioranza hanno mostrato concretezza e spirito di collaborazione, elementi che hanno consentito di varare un testo molto avanzato, che poi è stato ulteriormente arricchito grazie al lavoro svolto in Parlamento.
Mauri conclude poi con un ringraziamento a Lamorgese per la gestione dell’iter del nuovo decreto, e con una frecciata letale a Salvini, sostenendo che i suoi decreti abbiano causato “solo problemi” al Paese.
