Tutta Italia, tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, diventerà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione in quelli rimanenti. In entrambi i casi, attività come bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, si troveranno a dover chiudere i battenti e a lavorare solo con l’asporto e le consegne a domicilio. Per le attività colpite dalle restrizioni il governo ha messo in campo ulteriori stanziamenti per fornire sostegno economico, ma probabilmente non basteranno.
Per i ristori alle chiusure forzate, sono 645 milioni in totale i soldi raccolti all’ultimo minuto dal governo e messi a disposizione delle attività più colpite dalle nuove regole. Ma, secondo alcuni calcoli di Confcommercio, quella che la ristorazione potrebbe perdere durante le feste è una somma molto più elevata: tra Natale, Capodanno e la Befana potrebbero essere bruciati tra i 7 e i 10 miliardi di fatturato. I 645 milioni di euro messi sul tavolo (455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021) dovranno sostenere solamente il settore della ristorazione. Anche se non è l’unico colpito dalle nuove chiusure. Come si legge nel testo, infatti, gli aiuti stanziati con il decreto Natale riguarderanno solo le attività che appartengono al codice Ateco 56:
56.10.11-Ristorazione con somministrazione
56.10.12-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
56.10.20-Ristorazione senza somministrazione per la preparazione di cibi d’asporto
56.10.30-Gelaterie e pasticcerie
56.10.41-Gelaterie e pasticcerie ambulanti
56.10.42-Ristorazione ambulante
56.10.50-Ristorazione su treni e navi
56.29.10- Mense
56.21.00- Catering per eventi, banqueting
56.30.00- Bar e altri esercizi simili senza cucina5
6.29.20- Catering continuativo su base contrattuale
