In una intervista di ieri a Repubblica, Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, è sembrato non fidarsi del vaccino su cui ha puntato di più il governo italiano, quello di AstraZeneca, dichiarando: “I risultati sono in parte incoerenti. Un piccolo sottogruppo di 1.400 volontari ha ricevuto mezza dose e ha registrato un’efficacia maggiore rispetto alla dose intera. Ma poi la Gran Bretagna che ha già approvato il vaccino, ha scelto di somministrare la dose intera. Perché? Nei risultati pubblicati sulla rivista Lancet poi, compaiono due eventi avversi, di mielite, un disturbo neurologico. Dobbiamo vederci chiaro e valutare bene rischi e benefici”.
I dubbi sul vaccino sono giustificati dal fatto che non abbia ancora avuto l’approvazione dell’Ema. Nel piano firmato da Arcuri e Speranza, comunque, si leggono per l’Italia 16,155 milioni di dosi sulle 28,269 previste entro il 31 marzo. “Pronti abbiamo solo il vaccino Pfizer e fra poco forse quello Moderna, entrambi americani, entrambi con una efficacia certificata al 95%” . Poi continua il direttore dell’Aifa, sottolineando che molti esperti lasciano intendere una loro preferenza netta per Pfizer e Moderna.
Ieri ad esempio uno dei virologi volti noti in tv come il ligure Matteo Bassetti ha pubblicato un video per spiegare come funziona il metodo mRNA, così concludendo: “E’ un vaccino sicuro, più di ogni altro. Perché porta una informazione. Non porta nessun tipo né di virus vivo, né di virus attenuato, né di virus morto”. Tanti quindi i dubbi su AstraZeneca: “Potrebbe aprirsi un dilemma etico non indifferente”.
