Il venticinquesimo emendamento della Costituzione americana, che a Washington diversi rappresentanti politici chiedono di invocare per estromettere il presidente uscente Donald Trump dopo l’assalto al Congresso di un gruppo di suoi sostenitori estremisti in seguito al comizio di ieri, prevede, tra le varie possibilità, che il vice presidente possa assumere i poteri in caso di incapacità del presidente in carica. Ecco quali sono gli scenari previsti.
Il primo è il più semplice: prevede, nel caso della morte del presidente, che il suo posto venga preso dal vice. La seconda ipotesi riguarda la sostituzione del vice presidente, in caso di morte o dimissioni.
Il terzo scenario prevede che il presidente stesso comunichi al presidente della Camera di non essere in grado, per un periodo di tempo, di esercitare i poteri assegnandoli quindi al vice presidente. È quello che succede in caso di malattia, intervento chirurgico o comunque di un impedimento transitorio. Con una seconda comunicazione scritta il presidente rientra successivamente in possesso dei pieni poteri.
La quarta ipotesi prevede che la maggioranza del governo, in una riunione convocata e presieduta dal vicepresidente, stabilisca l’incapacità del presidente. Il caso più banale è quello di un incidente con perdita di conoscenza del presidente, che va sostituito per un periodo transitorio. Questo scenario, però, non stabilisce il tipo di “incapacità” del presidente. Rischiò un intervento simile Ronald Reagan, che passò un periodo di “mancanza di voglia di lavorare”. Un’apatia che preoccupò il suo governo ma che rientrò dopo una riunione in cui Reagan tornò a comportarsi come al solito. Con il senno di poi, potrebbero essere stati i primissimi sintomi del morbo di Alzheimer che poi gli sarebbe stato diagnosticato. Reagan fu rimpiazzato dal vicepresidente in base alla seconda sezione quando fu operato per un cancro al colon.
Il testo dell’Emendamento recita: “Nel caso in cui il vicepresidente e la maggioranza dei funzionari dell’esecutivo (…) trasmettano al presidente pro tempore del Senato e al presidente della Camera una dichiarazione scritta in cui spiegano che il presidente non è in grado di adempiere ai poteri e ai doveri della sua carica, il vicepresidente dovrà assumere immediatamente la carica di presidente pro tempore”.
Il passaggio di poteri, se definitivo, deve essere confermato dai due terzi del Congresso, con una votazione entro 21 giorni. Se dovesse essere invocata per Trump, il tempo non sarebbe quindi sufficiente, visto che l’insediamento di Joe Biden avverrà il 20 gennaio, fra 13 giorni.
