Il governo sta per dare l’ok al Recovery plan. Ieri Giuseppe Conte ha infatti affermato: “Dobbiamo approvarlo domani sera. Vogliamo fare il Consiglio dei ministri domani sera, dobbiamo correre. In merito alla crisi minacciata da Matteo Renzi, il Premier non si smuove: “Noi lavoriamo per costruire. Il momento è così difficile, dobbiamo assolutamente mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”.
Nel Recovery sono previsti 68,90 miliardi per il capitolo ‘green’, 12,62 miliardi alle ‘Politiche per il lavoro’, 10,83 alle ‘Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore’, 28,5 i miliardi per ‘Istruzione e ricerca’, 31,98 miliardi per ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’, 46,18 miliardi per la ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’, 19,7 miliardi per la sanità, 4,18 miliardi per ‘Interventi speciali per la coesione territoriale.
Quasi 20 miliardi per il settore sanitario, secondo la tabella di sintesi allegata al piano. Per la precisione si tratta di 19,72 miliardi: 11,82 miliardi per ‘Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria’ e 7,90 per ‘Assistenza di prossimità e telemedicina’. Il primo capitolo resta quello della rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,9 miliardi.
Le risorse ammontano a 222,9 miliardi, 144,2 per ‘Nuovi progetti’, tenendo conto della programmazione di bilancio per il quinquennio 2021-27 in tutto sono 310 miliardi di euro. “Gli impatti stimati sulle principali variabili macroeconomiche, da cui si evidenzia in particolare che la crescita del Pil nel 2026, l’anno finale del Piano, risulterebbe più alta di 3 punti percentuali rispetto allo scenario tendenziale di base”.
Il piano “Generation Eu’ – si legge nella bozza – è una svolta europea. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza richiede una svolta italiana, nella programmazione e nell’attuazione degli investimenti, che segni una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, la digitalizzazione e l’innovazione, la riduzione dei divari e delle diseguaglianze”. Il Pnnr “si articola in 6 Missioni, che a loro volta raggruppano 16 Componenti funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del governo. Le Componenti si articolano in 47 Linee di intervento per progetti omogenei e coerenti”.
Resta aperto il nodo della ‘governance’: “Il governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano presenterà – si legge – al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.
