La nave in navigazione verso il Mediterraneo centrale: l’Ong torna a percorrere la rotta dei migranti dall’Africa e avverte l’Italia.
Non bastava la Sea Watch 4, ora anche lo yatch Astral di Open Arms è pronta a tornare in mare. Dopo mesi di inattività dovuta anche al lockdown e all’emergenza coronavirus, Open Arms ha annunciato:
La condizione di estrema vulnerabilità delle persone in fuga dall’inferno libico su imbarcazioni precarie nel Mediterraneo centrale è stata esacerbata negli ultimi mesi dal consolidamento degli accordi disumani tra Italia, Malta e il governo di Tripoli grazie ai quali l’omissione di soccorso in acque internazionali è diventata norma, in violazione dei trattati internazionali e delle leggi marittime che tutelano la vita umana in mare.
Di fronte alla scarsa presenza di organizzazioni umanitarie al confine più letale del pianeta frutto di una strategia di criminalizzazione e di fermi amministrativi pretestuosi da parte delle autorità dei paesi costieri con l’obiettivo di bloccare la flotta umanitaria che opera nel Mediterraneo centrale, torniamo a documentare ciò che sta accadendo in quel tratto di mare, attivando le amministrazioni responsabili della protezione dei più vulnerabili e assicurando un rapido intervento in caso di necessità.
Numerosi sono i casi documentati quotidianamente di imbarcazioni abbandonate dalle amministrazioni responsabili della loro sicurezza per questo è per noi urgente tornare a garantire la protezione delle vite in pericolo e costringere tutte le parti ad adempiere alla loro responsabilità nei confronti di chi rischia la vita in mare.
