Sono ore di turbamento per Giuseppe Conte. Da quando Matteo Renzi ha scatenato la crisi di governo, è partita la caccia ai responsabili che possono salvare la maggioranza. In Senato, il governo giallorosso, privo del sostegno di Italia Viva, tocca quota 150. La maggioranza assoluta è fissata a 161. Servono, dunque, almeno 11 voti per rendere vano l’assalto di Renzi. I riflettori sono adesso tutti puntati sui cosiddetti “responsabili”, o “costruttori” che dir si voglia. Ovvero: parlamentari disposti a sostenere la maggioranza al posto dei renziani di Italia Viva.
A Palazzo Chigi parlano di 15-20 senatori pronti a sostenere Conte, grazie ai quali il premier porterebbe raggiungere un piccolo margine sulla quota salvezza (166-168 voti). Dall’altra parte, lo staff di Iv ritiene che il Movimento 5 Stelle possa perdere pezzi preziosi a vantaggio della Lega, ragione per cui la maggioranza non supererebbe i 151 voti.
Come ha sottolineato La Stampa, ci sono tre serbatoi di voti grazie ai quali Conte potrebbe sostituire Iv: gli ex del M5s, i socialisti e il movimento degli italiani all’estero. Massima attenzione anche su Centro democratico, la componente guidata da Bruno Tabacci. “Conte ci metta la faccia e un sostegno in Parlamento lo trova, è tutto fatto o quasi: ora alcuni smentiscono, ma quando sarà il momento e ci sarà un gruppo in cui confluire arriveranno. Non hanno alternative, se si va a votare che fine fanno?”, ha sottolineato lo stesso Tabacci. Occhi puntati anche sul citato Maie, il quale potrebbe diventare una sorta di embrione della lista Conte.
Attenzione però, perché l’obiettivo di Conte non dovrà essere soltanto quello di raccogliere una manciata di voti per restare in sella. Molti responsabili gli hanno fatto capire che occorre una visione, un progetto per l’Italia che verrà. Detto altrimenti: no a una maggioranza puntellata dai singoli. E allora via a chiamate, messaggi, calcoli.
Insomma, questi sono giorni di fuoco. Anche perché, scrive il Corsera, l’operazione è delicatissima. Sono in ballo sia il presente, con il governo che potrebbe definitivamente implodere, sia il futuro, visto che il destino degli italiani dipenderà da quanto accadrà nei corridoi di Palazzo Chigi.
