La polizia di stato smantella definitivamente una organizzazione dedita alla pianificazione di matrimoni falsi celebrati unicamente allo scopo di regolarizzare la posizione dei cittadini stranieri contraenti.
Cinque persone sono state arrestate (due in carcere e tre ai domiciliari) e 78 indagate per matrimoni fittizi e falsi esami di conoscenza della lingua italiana per favorire l’immigrazione clandestina. È l’esito dell’operazione condotta dalla Polizia di Milano, denominata ‘Falsa Promessa‘.
L’attività investigativa, coordinata dalla procura e svolta nei confronti di cittadini stranieri (in prevalenza nordafricani) titolari di CAF o centri disbrigo pratiche per extracomunitari, si è conclusa con una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 5 persone (due italiani e tre stranieri) responsabili, a vario titolo, dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, induzione al falso ideologico in atti pubblici, corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, dietro compenso di denaro.
Si scoperchia un vaso di pandora fatto di diffusa illegalità, approfittando dello stato di bisogno, dell’ignoranza e delle difficoltà di cittadini extracomunitari desiderosi di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale.
L’indagine trae origine dalle dichiarazioni di una ragazza costretta a contrarre un matrimonio fittizio con un cittadino egiziano allo scopo di permettere a quest’ultimo di ottenere il permesso di soggiorno. L’attività investigativa ha portato alla luce una fitta rete di personaggi dediti a traffici e commerci di varia natura, spesso illeciti, e quindi un complesso di violazioni ed irregolarità con cui sono stati sistematicamente conseguiti documenti propedeutici all’ottenimento del permesso di soggiorno.
Sono state accertate e documentate false idoneità alloggiative e di residenza, favorite dai contatti tra le agenzie di disbrigo pratiche per stranieri e proprietari di abitazioni compiacenti disponibili, in cambio di denaro, a dichiarare falsamente di ospitare cittadini extracomunitari per facilitare il rilascio di permessi di soggiorno per richiedenti asilo e per ricongiungimenti familiari. I titolari dei medesimi centri per stranieri sono, inoltre, risultati in contatto con commercialisti, esperti in materia tributaria e prestanome titolari di finte attività commerciali, in grado di falsificare CUD, assunzioni di dipendenti e relative buste paga, permettendo il conseguimento di permessi di soggiorno agli extracomunitari in grado di ricompensare l’illecito.
In particolare, con riferimento ai 23 capi d’imputazione contestati, gli indagati inducevano in errore i Pubblici Ufficiali della Prefettura di Milano che, sulla base di quella falsa documentazione, rilasciavano il Nulla Osta al ricongiungimento familiare. Inoltre, sono state riscontrate generalizzate e sistematiche irregolarità nel rilascio della certificazione A2, ottenuta dopo il superamento di uno specifico test di lingua italiana – requisito indispensabile per il conseguimento della carta di soggiorno – in cambio di un adeguato compenso economico.
