Dopo svariati rinvii, oggi in Italia entra in vigore una nuova riforma sulle intercettazioni che autorizza l’uso dei trojan (da trojan horse, cavallo di Troia), ovvero captatori informatici in grado di fare screenshots alle chat ogni tre minuti, recuperare foto, file, conversazioni, video e tutto ciò che può essere archiviato nella memoria del cellulare.
I richiami del garante per la privacy sul rischio che questi strumenti tecnologici degenerino «in mezzi di sorveglianza massiva» pare non siano valsi a nulla, dato lo stravolgimento segnato dalla nuova riforma. L’evidente incostituzionalità di quest’ultima non ha lasciato indifferenti le Camere penali ed autorevoli giuristi come Flick e Nordio, strenuamente battutisi per il garantismo.
