Guerra Azero/Armena e l’incompetenza UE

La discrepanza tra quelle che sono le politiche attuate negli ultimi decenni ed i migliori interessi nazionali e comunitari della Unione Europea, fanno pensare o che ci sia un piano di autodistruzione della civiltà occidentale o che siamo guidati da politici la cui competenza lascia parecchio a desiderare.
Ultima prova ne è la ottusa ed innaturale volontà di voler a tutti i costi intraprendere una politica internazionale globalista che ha sempre come connotato caratterizzante la mal celata politica antirussa, riducendo le nazioni UE a trovarsi in situazioni internazionali controproducenti e lesioniste degli interessi comunitari.
Ne avevamo avuto un assaggio, con la politica immigrazionista: l’aver dato 6 mld di euro ad Erdogna per gestire l’immigrazione, ha manifestato la debolezza della UE in questo campo ed ha permesso al sultano turco, di avere risorse economiche per poter prendere pieni poteri ed attuare quella politica internazionale aggressiva nel Mediterraneo che ne ha sconvolto gli equilibri.
In questa impostazione l’Unione Europea, con l’Italia al seguito, si è ritrovata nuovamente sotto scacco di paesi che nulla hanno a che fare con storia, cultura, politica e civiltà occidentale anzi, non hanno mai nascosto il loro più profondo disprezzo per l’occidente e la nostra cultura.
Ultimo, in ordine di tempo, sono le pipelines volutamente e incoerentemente fatte costruire per “circondare” la Russia e non voler dipendere dal gas russo.
Infatti, come si vede dalla cartina in basso, l’aver voluto reperire dal gas del mar Caspio e l’aver costruito, con una spesa enorme, le pipelines che portano questo gas in Europa (il TAP approderà in Italia), ha ridotto l’UE a mettersi sotto scacco di paesi islamici e guerrafondai, Turchia in primis.
La recente guerra Armena Azera ha infetti rivelato una situazione paradossale che ridicolizza in un batter d’ali, le ultime politiche antirusse, anticristiane, antioccidentali della stessa UE.
Infatti, attingendo dal Mar Caspio e dall’Azerbaijan la materia prima e facendo passare i gasdotti dalla stessa e dalla Turchia, con lo scoppio del conflitto le nazioni UE si trovano nella non felice situazione di non potersi esporre per difendere il paese aggredito, l’Armenia (che ricordiamo è stato il primo paese cristiano al mondo, prima anche dell’Impero Romano) e doversi invece proporre in una situazione imbarazzate a favore del paese aggressore e della longa manus del suo paese protettore: la Turchia.
Sarà interessante sentire nei prossimi giorni le dichiarazioni dei leaders europei, che ci serviranno le solite ed inutili frasi fatte della pace, che le armi non sono la soluzione, che bisogna risolvere in maniera diplomatica. Facendo finta di non capire (speriamo che facciano solo finta) che un paese cristiano, che con quei valori ha plasmato la propria storia, l’Armenia, è stato aggredito da un paese, l’Azerbaijan e dal suo protettore, la Turchia, che stanno dimostrando che di quei valori non se ne fanno nulla.
Per fortuna la Russia, che ha una base aerea in Armenia, è intervenuta immediatamente facendo atterrare due velivoli militari logistici prendendo immediatamente una posizione, com’è giusto che sia in questi casi e mettendo subito in chiaro che le ambizioni egemoniche panislamiste turche, non avranno vita facile.
Per la cronaca, il gas russo rifiutato dalla UE ha trovato subito un acquirente, la Cina, che ne ha un fabbisogno enorme. L’aver perduto un fornitore che ha immediatamente trovato un altro destinatario, incrementando quindi i loro rapporti e rafforzandone l’alleanza ha ridicolizzato ancora una volta, le politiche globaliste antirusse.


Massimiliano De Noi

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