A Pordenone sono stati scoperti alcuni migranti “furbetti”, che nonostante la fruizione dell’assegno sociale non hanno rinunciato a quest’ultimo pur lavorando e percependo stipendi anche dignitosi, tra i 1200 e i 1500 euro.
Il comportamento corretto sarebbe stato comunicare alla Prefettura del territorio l’inizio dell’attività lavorativa, uscendo così dallo status di sussistenza e interrompendo la riscossione della relativa misura di assistenza riservata agli indigenti. Circa 100 i migranti interessati dalla vicenda, regolarmente assunti nelle fabbriche e nelle aziende agricole del posto. L’ex prefetto di Pordenone ha annunciato l’intensificazione dei controlli per scongiurare il ripetersi di questi episodi eludenti la legge.
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