MOSCA, 01 OTT – Il presidente russo Vladimir Putin e il francese Emmanuel Macron hanno chiesto una sospensione “totale” dei combattimenti in Nagorno-Karabakh e si sono detti pronti a intensificare gli sforzi diplomatici per aiutare a risolvere il conflitto. Lo riferisce il Cremlino, dopo un colloquio telefonico tra i due leader.
Intanto si succedono dichiarazioni e smentite sulle posizioni dei paesi.
È di ieri la notizia che il primo ministro armeno Pachinian giudica prematura l’idea di negoziati con l’Azerbaigian, con la mediazione russa, al quarto giorno di scontri nella regione separatista del Nagorno-Karabakh.
“Non è appropriato parlare di un summit Armenia-Azerbaigian-Russia mentre sono in corso scontri”, ha detto. “Per negoziati c’è bisogno di un’atmosfera adeguata”.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu invita a sospendere i combattimenti e riprendere i colloqui, senza condizioni.
Il governo Azero aveva fatto trapelare la notizia che l’Armenia sarebbe stata disponibile a riconoscere l’indipendenza formale (con influenza Azera de facto, ndr) immediatamente.
Intanto stiamo assistendo a palesi violazioni del diritto internazionale e ad un vero e proprio bullismo bellico da parte della Turchia nel silenzio dell’occidente.
Infatti il ricorso massiccio ai droni UAV turchi, lo spostamento di truppe dal nord della Siria e i trasporti logistici dalla Libia, l’abbattimento di un caccia armeno da parte di un F-16 turco (anche se smentito dal governo di Ankara) fanno pensare ad un coinvolgimento turco e ad una preparazione del conflitto da molto tempo.
Non solo ma è di ieri la notizia che il sito di monitoraggio aereo flightradar 24, sia stato hackerato tre volte in due giorni, (origine del segnale dalla Turchia) impendendo di vedere i movimenti degli aerei dalla Libia.
La situazione è in continua evoluzione nel mentre scriviamo.
In foto la sagoma di un drone che richiama il drone turco Bayraktar TB mentre sorvola un target appena colpito.
Massimiliano De Noia
