Nuovo decreto sull’immigrazione: i passi in…dietro del governo

L’editoriale del Direttore 

I decreti sicurezza I e II avevano introdotto meccanismi restrittivi nei confronti dell’immigrazione illegale di massa, l’abuso del ricorso alla cd “protezione umanitaria” e limitazioni all’attività criminogena delle Ong, anche se le azioni intraprese erano di misura nettamente inferiore al necessario e a quanto richiesto da Fratelli d’Italia. L’attuale decreto del governo cancella i passi in avanti che erano stati fatti con i decreti sicurezza e torna ad una visione volta a favorire in ogni modo le ondate clandestine.

La modifica ai decreti sicurezza, insieme alla sanatoria di massa introdotta dalla Bellanova nel decreto Rilancio e la comunicazione delle forze di maggioranza che continuano a parlare di ius soli, danno a tutto il mondo un grave messaggio di apertura dell’Italia all’immigrazione indiscriminata. In controtendenza con i provvedimenti precedenti, infatti, le nuove misure prevedono un ritorno al “sistema di accoglienza e integrazione”.  

Innanzitutto, il divieto di ingresso nelle acque territoriali si applicherà solo se le navi impegnate nei soccorsi non avranno comunicato ufficialmente le proprie operazioni. Eliminate le sanzioni amministrative, permangono nel nuovo decreto le multe fino a 50mila euro e la reclusione fino a 2 anni in caso di violazione delle norme di sicurezza in mare. Migliorato il sistema di accoglienza, articolato adesso in due livelli di prestazioni: uno per i richiedenti protezione internazionale, l’altro per coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Sempre più tutelati gli stranieri: la normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio possa determinare episodi torturali. Con il nuovo decreto si aggiunge a questa ipotesi qualsiasi rischio di violazione della vita privata e familiare dello straniero, garantendogli anche il permesso di soggiorno (tra l’altro, adesso, più facilmente ottenibile).

Così il Governo ha praticamente spalancato le porte all’immigrazione clandestina, favorendo le operazioni di speculazione e business legate al traffico degli scafisti. Inneggiando, sostanzialmente, alla criminalità e rendendo l’Italia lo zimbello di una Europa assente in tema di condivisone. Migliaia di migranti sono stati allontanati dagli altri Paesi membri ed hanno visto, nel nostro Paese, l’”ultima spiaggia”, quella che apre le braccia all’illegalità, quella che si arrende alle forze europee. E invece che reagire con il blocco navale, più volte proposto da Fratelli d’Italia, il governo gira il coltello in questa piaga sociale, incrementando le invasioni clandestine e lasciando i suoi italiani in ginocchio, con sempre più tasse e sempre più limitazioni. Come oggi affermato da Giorgia Meloni, siamo al “paradosso dei paradossi”.

Il Direttore – Dott. Francesco De Noia

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