FURIA IMMIGRAZIONISTA- L’ITALIA LA PORTA D’INGRESSO DEL TERRORISMO EUROPEO

L’Editoriale del Direttore

L’Europa non è più l’Europa. È diventata una provincia dell’islam. Ospita milioni di immigrati musulmani, moschee, turbanti, burqa, tra cui si nascondono migliaia di terroristi che i governi non riescono né a controllare né a identificare. Ergo la gente ha paura, e ha più che ragione ad averne: lo dimostrano gli eventi come quello di Nizza accaduto ieri, che ha visto un immigrato protagonista di un attentato raccapricciante. L’attentatore è un tunisino entrato in Europa di recente, sbarcato a Lampedusa e poi fuggito da Bari. Nessuna esperienza di vita nelle banlieue, nessuna società che lo ha rifiutato: un terrorista infiltratosi di proposito tra i rifugiati, probabilmente partito su ordine di una cellula con base a Tunisi. Ma molti preferiscono non andare in fondo alla vicenda. Il motivo? Semplice, cadrebbe l’intera retorica immigrazionista secondo cui tutti coloro che sbarcano in Italia scappano dalla “guerra”, che attualmente non è neanche in atto in Tunisia. Il banale pensiero che tra i clandestini possano nascondersi criminali e terroristi è considerato razzista e  fascista. Invece qui si parla di realismo, basta guardare ciò che accade tra noi. Non è la prima volta che un tunisino sbarcato nel nostro Paese si è poi reso protagonista di atti di terrorismo europei. A febbraio del 2011 sempre a Lampedusa arrivò, assieme a migliaia di tunisini, Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minorenni in Sicilia. E quelli di Nizza e Berlino sono solo alcuni esempi di stragi targate “estremismo islamico”. Va bene la tolleranza dei separatismi culturali, ma quello che sta accadendo è inconcepibile, ignobile e fuori controllo. È chiaro che la furia immigrazionista necessiti un freno, perché i cittadini hanno il diritto di sentirsi al sicuro e il governo ha il dovere di difenderli.  Aprire le frontiere vuol dire rendersi complici di veri e propri crimini contro l’umanità. Conte, Di Maio, Lamorgese, per quel che ci riguarda, sono i primi responsabili dell’inscenamento di episodi drammatici come quelli citati, abbracciando a occhi chiusi le ondate clandestine e permettendo l’ingresso della più pericolosa minaccia alla cristianità occidentale, che porta il nome terrorismo.

Il Direttore – Francesco De Noia

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