L’Editoriale del Direttore
“È stato un attacco d’odio. Odio per i nostri valori fondamentali, odio per il nostro modello di vita, odio per la nostra democrazia“, ha dichiarato il cancelliere Sebastian Kurz in un discorso alla nazione dopo l’attacco terroristico che ha sconvolto l’Austria. Ma la profonda inquietudine per quanto sta accadendo non riguarda più casi isolati, ma l’intera Europa: più di due attentati terroristici in meno di una settimana è un record che speravamo non dover mai toccare, e che purtroppo, di questo passo, potrebbe essere anche superato. Nizza, Lione, Vienna…a chi toccherà la prossima volta? Possibile che il Governo non si renda conto del pericolo che incombe sui cittadini? Possibile che i drammatici episodi a cui stiamo assistendo non ingenerino il consequenziale, semplice e doveroso freno all’immigrazione incontrollata? È chiaro che l’Italia è una facile porta d’accesso, l’abbiamo visto con l’attentatore di Nizza, sbarcato a Lampedusa e arrivato in Francia per compiere l’indicibile. Cosa è diventato il nostro Paese? Il trampolino di lancio del terrorismo europeo? Non vogliamo credere a questo, ma la realtà ci smentisce sfacciatamente. Sono stati colpiti Paesi con i quali condividiamo molto, tutto, anche i confini. Abbiamo assistito ad uccisioni violente e indiscriminate di donne, passanti, padri di famiglia. Di fronte a tutto questo l’Europa e l’Italia stessa non possono continuare a spendere parole di circostanza. È il momento di affrontare i problemi, di alzare il livello di sicurezza nei confronti di coloro che, in modo lapalissiano, disprezzano la nostra società, il nostro modo di vivere e di essere liberi. Lo Stato ha il dovere di combattere ogni forma di fanatismo e terrorismo, e di difendere i suoi cittadini. Se la risposta all’accoglienza sono le armi da fuoco, l’apertura non diventa più benevolenza, bensì omicidio, di cui il primo responsabile è il Governo.
Il Direttore – Dott. Francesco De Noia
