L’Editoriale del Direttore
Oggi, 31 anni fa, si celebra un evento epocale, che ha segnato il tramonto dei regimi comunisti nell’Europa centrale ed orientale: l’abbattimento del muro di Berlino. Si trattava di un sistema di fortificazioni attivo dal 1961 al 1989, eretto da parte del governo della Germania dell’Est per impedire la libera circolazione delle persone verso la Germania dell’Ovest. Una lunga barriera in calcestruzzo di 156 km, costruita in altezza per ben 3,6 metri.
Il 9 novembre è qualcosa di più di una ricorrenza, può essere la prima significativa festa dell’Europa, in cui quest’ultima si è identificata nel suo valore primo, che è quello della democrazia, ed ha assaporato la comune aspirazione dei suoi cittadini: la libertà. L’Italia e l’Europa hanno il dovere di ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, quello storico giorno che ha determinato la prospettiva di un mondo migliore, il più importante e significativo avvenimento dell’ultima parte del ventesimo secolo. Occorre che i docenti si impegnino nel rimembrare ai propri alunni il “Giorno della Libertà”, istituito con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, che lo indica come ufficiale ricorrenza, “evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”. La legge sancisce anche che, annualmente, debbano essere organizzate “cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti”. Eppure, nonostante il sollecito alle pubbliche istituzioni, nessuna iniziativa, nessun ricordo, nessuna commemorazione. Non sappiamo se a scuola qualche insegnante ricorderà agli studenti quell’evento, quella notte, così importante così simbolica, così straordinaria per migliaia di giovani che poterono riunirsi in un sogno di libertà. L’auspicio è che ciò avvenga, perché il silenzio e l’oblio della memoria hanno un solo effetto: alzare nuovi muri e creare nuove divisioni.
Il Direttore – Francesco De Noia
