Tra luglio e settembre il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 15,9% rispetto al trimestre precedente contro il +16,1% indicato il 30 ottobre scorso. Nei confronti del terzo trimestre del 2019, l’economia italiana si è invece contratta del 5% contro il calo tendenziale del 4,7% rilevato a fine ottobre.
Secondo le nuove stime dell’Ocse, alla luce della seconda ondata della pandemia da Covid il Pil italiano si contrarrà quest’anno del 9,1% per poi rimbalzare del 4,3% nel 2021 e del 3,2% nel 2022. L’organizzazione di Parigi migliora le stime rispetto al rapporto di giugno, quando aveva previsto un calo del Pil italiano nel migliore dei casi dell’11,3% e nel peggiore del 14%.
Le stime diffuse oggi da Standard & Poor’s vedono il Pil dell’Italia avviarsi a chiudere l’anno a -8,7% (meglio del -8,9% stimato in precedenza). Per l’agenzia di rating nel 2021 ci sarà poi un rimbalzo del 5,3% e nel 2022 una crescita del 3,2% che scenderà all’1,7% nel 2023. Le stime evidenziano, invece, un aumento della disoccupazione, il cui tasso passerà dal 9,1% di quest’anno al 10,5% del 2021 per poi scendere al 10,1% e al 9,5% negli anni seguenti. Ma andiamo con ordine.
