La Bce è precipitata nella bufera. Il Wall Street Journal, infatti, ha reso noto come, a seguito dalla clamorosa gaffe comunicativa dello scorso 12 marzo – quando Christine Lagarde stupì la platea di giornalisti sottolineando che «la Banca centrale non è qui per calmierare gli spread» -, il capo economista dell’Eurotower, Philip Lane, abbia cominciato una serie di telefonate private verso «investitori selezionati» per «chiarire il pensiero della numero uno».
Il quotidiano statunitense parla di «dozzine di telefonate private» con almeno 11 fra banche e investitori singoli, spaventati dall’uscita in stile Bundesbank della ex numero uno dell’Fmi. Svelato il segreto di Pulcinella che nessuno osava raccontare: l’esistenza di una ristretta cerchia di soggetti privilegiati, i quali possono vantare il privilegio di una linea diretta di comunicazione con la Bce. Fra questi sarebbero presenti – a detta della ricostruzione del WSJ e confermata da almeno tre parti in causa, ovviamente sotto forma anomima – AXA SA, BlackRock, Pimco, Citigroup, Deutsche Bank AG, Goldman Sachs Group, JPMorgan Chase e UBS Group AG.
E se il Wall Street Journal, millantando un candore poco credibile da parte del quotidiano che sguazza nelle pastoie del mercato Usa da sempre, sottolinea come «quelle telefonate rischiano di offrire l’immagine di investitori privilegiati che possono basarsi su un’informazioni sensibili e di prima mano », quanto emerso rischia di trascinare se non nel fango, certamente nell’ombra, la reputazione di un soggetto oggi più che mai di esiziale importanza per l’eurozona.
