Usa, Trump sulle elezioni: “Biden non può essere il Presidente se noi abbiamo ragione sui brogli”

Trump, in un discorso storico, snobbato dai poteri forti mondiali, il che la dice lunga sulla parzialità dei poteri,  denuncia “la più grande frode elettorale della Storia”ordita dal Partito Democratico. Si appella alla Corte Suprema e dice “Joe Biden non può essere il Presidente se noi abbiamo ragione sui brogli”.
Ha detto che “Joe Biden non può essere il Presidente se noi abbiamo ragione sui brogli”.Di seguito alcuni passaggi del discorso di Trump che si possono ascoltare nel in allegato: “Le elezioni sono state un disastro, una truffa, una frode colossale. Parliamo di centinaia di migliaia di voti, parliamo di numeri che nessuno ha mai visto prima. Abbiamo le prove, è tutto chiaro”. “…..Le elezioni del 3 novembre, hanno avuto in modo ridicolo una durata interminabile…. Una volta si diceva ‘Election Day’. Ora abbiamo giorni, settimane e mesi di elezioni. Molte cose negative sono accadute durante questo surreale periodo….”“Come Presidente, non ho dovere più grande rispetto a quello di difendere le leggi e la Costituzione degli Stati Uniti. Ecco perché sono determinato a difendere il nostro sistema elettorale, finito sotto attacco. Mesi prima delle elezioni presidenziali ci è stato detto che non avremmo dovuto dichiarare una vittoria in modo prematuro. Ci è stato più volte detto che sarebbero serviti settimane e mesi per determinare il vincitore, per contare i voti espressi per posta e per verificare i risultati…. è stato detto di tenersi alla larga dalle elezioni, di non fare campagna, ‘non ci servi, siamo a posto, queste elezioni sono sistemate’. Si stavano comportando come se sapessero già come sarebbero andate le cose….”. “Confronteremo le firme sulle buste con le firme in passate elezioni. E vedremo che migliaia di persone hanno firmato queste schede in maniera illegale”. “E’ una frode…. nessuno ora è più felice della Cina. Molte persone hanno ricevuto 2, 3, 4 schede. Persone morte sono state coinvolte nel processo, alcune decedute da 25 anni. Una catastrofe totale, lo dimostreremo, speriamo nei tribunali. In particolare, davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. E, col massimo rispetto, speriamo che” i giudici “facciano ciò che è giusto per gli Stati Uniti. Il nostro paese non può convivere con una simile elezione. Non mi importa se perdo le elezioni, ma voglio un voto corretto. Non voglio che questo venga sottratto al popolo americano. Ecco perché lottiamo: abbiamo già le prove, è tutto chiaro. Sono pronto ad accettare ogni risultato di un’elezione regolare, spero lo sia anche Joe Biden”.
Parole pesantissime quelle del presidente Trump. Pesanti anche le posizioni di molti paesi, che si sono subito allineate a posizioni non ufficiali, ma di parte ( l’evoluzione l’abbiamo raccontata anche noi de l’informazione), invece di attendere rettamente l’esito ufficiale. E che qualcosa non sia andato nel modo corretto lo si evince anche dalle minacce alla presidente del GSA, l’organo ufficiale, l’unico, preposto a riconoscere l’esito, obbligata ad agire secondo mainstream principale piuttosto che da dati oggettivi. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane e vi terremo aggiornati in maniera indipendente e senza seguire la corrente che ci vorrebbe schierati al politically correct.

Massimiliano De Noia

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