Dopo la riunione di ieri del Cdm, si sono delineati gli scenari del Recovery plan, un documento di 125 pagine. Il testo, studiato per il cosiddetto Piano di ripresa e resilienza del Paese, e che dovrebbe fare da cuscinetto alla crisi creata dal Covid-19, traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti futuri. Il tema principale sembra essere «una transizione green, smart and healthy». Nello specifico, le misure riguardano la riforma della giustizia; digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale. A margine, anche la salute. E sì, perchè da quanto emerge dal piano di ripresa solo 9 miliardi dei 196 complessivi sono stati destinati alla Sanità.
Alla digitalizzazione e innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, all’area Rivoluzione verde e transizione ecologica andranno 74,3 miliardi, al settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi. Il capitolo Istruzione e ricerca può contare su 19,2 miliardi, quello sulla Parità di genere su 17,1 miliardi.
Non è indicato il numero dei super manager designati a dirottare le risorse economiche di ogni progetto, indicati come soggetti che avranno compiti di «impulso e coordinamento operativo», «vigilanza e monitoraggio», «segnalazione e pubblicazione» di ritardi e inerzie su cui potranno agire con «poteri sostitutivi». Non solo manager, ma anche un Comitato di responsabilità sociale composto da «rappresentanti delle categorie produttive, del sistema dell’università e della ricerca» per seguire l’attuazione e dare «pareri e suggerimenti». «I membri del comitato sono scelti tra personalità di alto profilo istituzionale e scientifico e di notoria indipendenza» e potranno dare «consulenze» su «specifiche problematiche» e «segnalare collaborativamente ogni profilo ritenuto rilevante per la realizzazione del Pnrr», è scritto nel piano.
