Giuseppe Conte, reduce dagli accordi tra i leader europei al Consiglio Ue, ha annunciato che all’Italia arriveranno 209 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti (81,4 miliardi di euro di sussidi e 127,4 di prestiti). I tempi sono stretti e per ottenere i soldi al più presto le tappe da rispettare sono tante. La prossima settimana il dibattito si sposterà al Parlamento europeo, dove però non ci dovrebbero essere sorprese.
Una volta arrivato l’ok dell’Europarlamento si passerà a una fase probabilmente molto più delicata, quella delle ratifiche nazionali. Difatti è tutt’altro che scontata una rapida approvazione dei singoli parlamenti di ogni stato membro, considerando che non sempre la posta in palio è solamente l’arrivo di fondi come succede per l’Italia. Ben più controverse le discussioni in Olanda, per esempio. E d’altronde basti pensare che per ratificare Sure ci sono voluti mesi. L’obiettivo è quello di concludere questi procedimenti entro la fine dell’anno.
Rimane l’incognita delle ratifiche dei parlamenti nazionali per capire quando effettivamente i fondi verranno versati nelle casse italiane. Nel caso in cui i tempi siano realmente stretti, con l’entrata in vigore del piano a inizio gennaio, la prima erogazione dovrebbe arrivare in pieno 2021. La prima ipotesi era quella della tarda primavera, ma sembra ormai da escludere. Più probabile che se ne parli in estate o, comunque, nella seconda metà del 2021. La prima tranche consisterebbe in circa 20 miliardi, ovvero il 10% delle risorse.
